Come ogni anno, la sera del giovedì santo …

il Parroco della nostra parrocchia lava i piedi a 12 (o anche di più, perché nessuno si deve sentire escluso solo per fedeltà di cronaca!!!) bambini/e che riceveranno a breve la Prima Comunione.

Può sembrare un gesto fuori dal tempo, facente parte di una ritualità ormai perduta, eppure vedere l’emozione di questi bambini con un loro piedino nudo, pronto ad essere lavato, sui gradini dell’altare, dal Parroco inginocchiato, suscita tenerezza ed alcune riflessioni.

Tenerezza, perché traspare la loro meraviglia ed il loro imbarazzo nell’essere al centro dell’attenzione, dai loro sorrisini, dal loro non riuscire a stare fermi, dal loro imbrogliarsi nello sciogliere i nodi delle scarpe.

Riflessioni, perché in questa atmosfera è quasi spontaneo chiedersi: ” ma io sarei disposto a fare qualcosa che, simbolicamente, era così umile da non poter essere fatto nemmeno dagli schiavi di origine ebrea?”

Con questa breve riflessione auguro a tutti una serena Pasqua e vi lascio questa bella canzone.

 

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